Il diario di Odephine
Vivere al ritmo dell’Altamarea
All’Altamarea, le giornate hanno un sapore diverso, viviamo al ritmo delle onde, del respiro del vento e del calore del sole. Un ritmo un ritmo molto dolce dove non corriamo, che ci permette di rallentare, di riscoprire il piacere delle piccole cose, di ricaricare prima di tornare al lavoro o a scuola o alla nostra vita troppo veloce e stressante. All’Altamarea, ci fermiamo e ci prendiamo cura di noi stessi.

Qui, sotto il sole d’agosto, ogni istante diventa un’occasione per stare bene. Dal mattino, presto, con una luce dolce e il mare calmo, sdraiato sul lettino, occhi chiusi e sentire il proprio respiro. Poi, da lontano, una musica dinamica risuona attraverso la spiaggia. E il momento dell’acqua fitness con Francesca “Francy fit” sui socials, sempre solare e carica per una sessione di fitness sia il mattino che il pomeriggio, sul palco o in riva al mare con un gruppo di donne che Francesca ha saputo coinvolgere e motivare tutta l’estate. Allenarsi diventa allora piacevole, un vero atto di amore verso il proprio corpo. I suoi appuntamenti sportivi sono sempre pieni e nonostante lo sforzo e il sudore, alla fine, si chiacchiera lo stesso.

Dopo lo sforzo, il conforto. Per quest’ultimo, niente panico! All’Altamarea c’è tutto quello che serve: piscina, naturalmente, e idromassaggio. Acqua calda in un piccolo angolo di bolle e getti rilassanti… un momento da sogno di fronte al mare. Le tensioni si sciolgono, la stanchezza scompare e le preoccupazioni svaniscono… Il mondo esterno sembra lontano.
Vicino alle vasche idromassaggio, si percepiscono dolci aromi di oli essenziali del centro dedicato ai massaggi ayurvedici: un’esperienza che va oltre il relax… Le mani esperte di Caterina, Nadia e Massimiliano scorrono sulla pelle e subito, i muscoli si distendono e la mente si alleggerisce… Qui, si parla di equilibrio, di energia e di armonia tra corpo e spirito. Tutta l’estate, Shakti ha organizzato eventi per parlare di salute e fare pace con il proprio corpo: lettura del polso, lezione auto-massaggio, laboratorio sui punti marma: tecnica di attivazione energetica o sul fuoco metabolico e l’importanza di una corretta digestione… Questi incontri si sono svolti nella sala di lettura, uno spazio tranquillo con sedie comode, una grande biblioteca per grandi e bambini, circondato da fiori colorati che lo rendono un luogo di pace, natura e lettura. Non è un caso se le vasche idromassaggio, il centro Shakti e l’angolo lettura si trovano tutti insieme, in quest’oasi di benessere…
All’Altamarea, il benessere non è un lusso, è il piacere di lasciarsi andare, di sentire che il tempo si ferma e che tutto il resto può aspettare.

La scatola dei ricordi
E se immaginassimo l’Altamarea come una grande scatola dei ricordi? Una bella scatola azzurra, del colore degli ombrelloni in spiaggia, che racchiuda in sé tutti i ricordi di ogni estate. Si apre al primo ombrellone montato e si riempie lentamente, giorno dopo giorno, sotto il sole.
Una scatola che tutti possono aprire durante l’anno per respirare un po’ di sole, sabbia calda e acqua salata, soprattutto nel cuore dell’inverno. Una scatola immensa e piena di risate in piscina, relax nella vasca idromassaggio e di passi di danza sulla piazzetta animazione.

Quando si apre questa scatola, si sentirebbe la musica di Baby Shark, per ricordare l’appuntamento imperdibile dei bambini che si scatenano ridendo nel pomeriggio. Si percepirebbe il profumo inconfondibile della crema solare e si potrebbe sfiorare con le dita un po’ di sabbia calda, morbida, granulosa e così piacevole quando scivola via tra le mani ancora fredde di un inverno che sembra non finire mai. Si vedrebbero dei colori, un giallo intenso per ricordare il sole a mezzogiorno, che scalda il mare, i corpi e i cuori. E poi l’azzurro, quello del mare, dell’orizzonte che si osserva da un lettino, da un tavolo del bar Africo o dalla piscina. Si vedrebbero tutte le sfumature che ci regalano ogni tramonto estivo.
E poi potremmo immergerci nei ricordi: la partita di beach-volley notturna che abbiamo quasi vinto, il torneo di piadina che abbiamo perso ma in cui ci siamo divertiti tantissimo, la serata di danze bulgare che ci ha fatto venire voglia di scoprire a questo paese, oppure la serata cinema che abbiamo condiviso in famiglia, i tornei di carte, le serate di ballo con gli animatori, la caccia al tesoro per i bambini, quella volta che abbiamo cucinato gli strozzapreti o i momenti di complicità con il nostro cane durante le lezioni con l’educatore cinofilo.

Aprendo questa scatola, ci si ricorderemmo soprattutto di come ci siamo sentiti: ci ricorderemmo quella gioia, quella libertà, quell’energia, quella tranquillità, quella gratitudine. Ci ricorderemmo degli incontri e delle amicizie nascenti, ci ricorderemmo di tutto questo buonumore e ci diremmo che non vediamo l’ora di tornare all’Altamarea, tra qualche mese, tra qualche settimana e infine tra pochi giorni, per rivivere tutto ancora e rinnovare la nostra scatola dei ricordi con esperienze ancora più belle.
E tu, quale ricordo metteresti nella nostra scatola?

Altamarea in Wonderland: l’estate al suo apice
Dalle 10 del mattino, la festa inizia all’Altamarea per un giorno d’estate davvero speciale: il 15 agosto, Ferragosto, il culmine dell’estate. La spiaggia si veste di magia ovunque per immergere i vacanzieri nel mondo delle Meraviglie. Una grande festa preparata da tempo dallo staff e dall’animazione dell’Altamarea. La spiaggia diventa allora un vero e proprio Paese delle Meraviglie.

I bambini diventano protagonisti di un sogno ad occhi aperti, sfilando attraverso la spiaggia vestiti come personaggi di Alice nel Paese delle Meraviglie. Tutti orgogliosi dei loro costumi colorati e del trucco a tema, sfilano con un grande sorriso sotto gli occhi curiosi e divertiti dei vacanzieri che li complimentano al loro passaggio. I genitori seguono la processione, cellulari in mano per immortalare questo piccolo momento di gloria. Sfilando con fierezza, tra musica e grida di gioia, i bambini condividono il loro buon umore e lo spirito di festa si diffonde ovunque la spiaggia.

Nel corso della giornata, ogni dettaglio invita a sognare : la partie de croquet con il fenicottero proprio come nelle avventure di Alice piace ai piccoli, ma forse ancora di più agli adulti. Fenicottero in mano, cercano di vincere la partita… Per qualcuno è vittoria, pugni in aria, questa mamma esulta! Per altri, invece, è sconfitta, così si fa i “bravi perdenti” prima di sedersi al bar a consolarsi con uno spritz e a commentare la concorrenza. Ogni gesto viene commentato da Alessandro come se si trattasse della partita più importante del mondo, tra tensione e umorismo complice.

Nel pomeriggio, la scena della piazza animazione si trasforma completamente e cattura l’attenzione di tutti: un’esplosione di fiori giganti, colori e magia invade l’Altamarea grazie al lavoro del team di Fiori Scenografici. Al centro di questa scenografia da favola, due lettini azzuri siedono orgogliosamente, in attesa degli scatti di tutti coloro che vogliono viaggiare in un sogno per qualche istante.

Et cela fonctionne: en quelques minutes, la place se remplit de curieux qui viennent admirer le décors et se prendre en photo. Des amis, des couples, des familles et des enfants e succèdent sur les transats ou se mettent en scène devant les fleurs immenses. Le décors plait et des “wow” de surprise et d’admiration se font entendre de partout, ce qui remplit très certainement le coeur de toutes les personnes qui ont travaillé pour donner le sourire aux hotes de la plage.
E funziona: in pochi minuti, la piazza si riempie di curiosi che vengono ad ammirare il paesaggioe a farsi fotografare. Amici, coppie, famiglie e bambini si alternano sui lettini. La scenografia piace e si sentono “wow” di sorpresa e ammirazione da ogni parte, riempiendo sicuramente il cuore di tutte le persone che hanno lavorato per far sorridere gli ospiti della spiaggia.
La sera, bambini, ragazzi e adulti ballano insieme e la festa raggiunge il culmine, dove ogni passo di danza è un piccolo ricordo da custodire. E così, si ricorderà l’Altamarea come una spiaggia sospesa tra realtà e fantasia…

Le lingue dell’Altamarea
Passeggiando tra gli ombrelloni, davanti alla terrazza del bar Africo, in piscina, nella jacuzzi o durante le attività del pomeriggio, si sentono gli ospiti dell’Altamarea parlare, ridere, chiacchierare… creando una sinfonia di accenti e di lingue che solo un’estate al mare può inventare.
Alle diverse reception dell’Altamarea, si sente Diego salutare con un sorridente “Bonjour, Madame” una donna anziana in costume da bagno che gli chiede un’informazione, oppure Mirella indicare in tedesco dove si trova la piscina a una famiglia appena arrivata. È proprio questo il tipo di accoglienza che la gente ama: qualche parola nella loro lingua che li mette a loro agio, che porta un po’ di casa in vacanza e crea un legame immediato tra i bagnini dell’Altamarea e i vacanzieri.

In mare, un gruppo di francesi gioca a palla e una coppia belga a pochi passi si diverte a sentire dei compagni di lingua durante le loro vacanze in Italia. L’Altamarea diventa questo piccolo mondo dove ogni lettino è una sorpresa per le orecchie. Qui, parlare un’altra lingua non è mai una barriera; unisce le persone, ci permette di condividere in modo diverso e di aprirci al mondo. E poi, quando mancano le parole, un gesto o un sorriso bastano per farsi capire, come questo ragazzo italiano che ringrazia con un gesto della mano l’olandese che gli ha restituito la palla volata troppo lontano. E intanto, il mare, da parte sua, ascolta con calma le storie raccontate sotto l’ombrellone, i mormorii, le discussioni appassionate intorno a una partita a carte, le risate che schizzano più forti dell’acqua e le grida gioiose dei bambini.

Ci sono momenti in cui le voci si fanno più forti, durante le animazioni, al campo da bocce, al beach volley, creando un allegro caos cosmopolita. E poi c’è la fine della giornata: il sole inizia a tramontare, la luce si fa più dolce e i lettini salutano i loro occupanti. In quel momento, le voci, le lingue, si fanno più calme. Si parla della cena, del meteo o del programma del giorno dopo. Si saluta il vicino di ombrellone, con un “arrivederci” o un “a domani” nella lingua che ci è più familiare, o con un gesto che tutti capiscono.
In questa diversità linguistica, c’è armonia. Forse perché il mare mette tutti sullo stesso piano. Non importa se si parla a voce alta o bassa, con un accento melodioso o gutturale, se si arrotano le “r” all’italiana o se ruggiscono come in tedesco: qui, tutte le voci si accordano. L’Altamarea non è solo un luogo dove prendere il sole e fare il bagno. È un posto dove si viaggia restando fermi, semplicemente tendendo l’orecchio.
Andando via, ognuno porterà con sé un piccolo pezzo di questa melodia estiva, e un “grazie”, pronunciato con un sorriso, resterà sicuramente nella memoria di un visitatore venuto da lontano.

Un’estate a misura di zampa
I cani arrivano all’Altamarea con passo fiero e coda alta. Sembra che sappiano già che qui li attende un piccolo paradiso a misura di zampa. Grandi, piccoli, timidi raggomitolati tra le braccia del loro padrone, oppure temerari a tirare il guinzaglio per andare più in fretta… qui, tutti i cani sono benvenuti. Possono godere l’estate con la loro famiglia in uno spazio pensato per loro: la Bau beach.
I cani si rilassano sotto l’ombrellone, si rotolano felici nella sabbia, si godono il sole accanto ai loro compagni. Come Olimpo, un maltese di cinque anni, ospite della Bau beach per qualche giorno. Ha passato buona parte del pomeriggio sdraiato lungo lungo sul lettino della sua ‘mamma’, che intanto si divertiva con i bambini nella piscina lì accanto. Suo papà, sul lettino accanto, si divertiva con un buon libro. “Olimpo non va tanto d’accordo con altri cani allora è meglio cosi, lui si diverte molto e anche noi” racconta il padrone. Per la famiglia, era essenziale portare il piccolo Olimpo in vacanza, così non hanno esitato un attimo a prenotare alla bau beach. “Siamo molto felici” dicono, mentre accarezzano il loro cagnolino.

Ciotole d’acqua sempre fresche, docce dedicate, giochi, e altra sorpresa: il bau garden, un giardino ombreggiato e curato, a qualche passo della spiaggia e aperto a tutti. Qui, i cani possono correre liberi e giocare insieme. Un’area verde, perfetta nelle ore più calde o per una passeggiata tranquilla a fine giornata. “Che bello, esclamano i padroni di Ciuchino, solari e sorridenti, dopo ci facciamo un giro!” Loro sono appena arrivati alla Bau beach e ci piace già molto. “Siamo più sereni, più tranquilli sapendo che altri cani non possono venire da lui e poi senza guinzaglio lui è più libero… Qui per lui non manca niente e neanche per noi, siamo felici!” dice la coppia, pieni d’amore per il loro cagnolino. Ciuchino scava nella sabbia, salta da un lettino all’altro, e non si dimentica di abbraciare i suoi umani.

All’Altamarea, ogni giorno è dedicato ai cani, ma il venerdì ha un sapore tutto speciale: viene Riccardo e la sua team di educatori cinofili del centro “Io mi fido di te”. La piazzetta è sempre piena di padroni, di cani e di curiosi. Si tratta di consigli e di momenti per migliorare la relazione tra cane e umano, comportamento, e argomenti legati al mondo del cane, sempre con leggerezza e umorismo.
L’Altamarea accoglie, ascolta, e rispetta ogni ospite, e nostri amici a quattro zampe, con la sabbia tra i cuscinetti e il sole sul muso, si godono l’estate insieme a noi.

Tracce di noi
Quali tracce lasciamo? Cosa dicono di noi? Gli altri le notano? Un’impronta nella sabbia bagnata, un cappello di paglia lasciato sul lettino per andare a nuotare, un piccolo libro di parole crociate aperto con la penna attaccata che spunta da una borsa da spiaggia ben piena… Tracce di noi, oppure oggetti che ci appartengono e ci accompagnano nelle nostre vacanze, che lasciamo dietro di noi per sempre o per pochi minuti. Oggi, ho scelto di dedicare a loro la storia della settimana.
A prima vista, sembra nuovo, appena comprato, ma a uno sguardo più attento, non è la prima estate per questo cappello di paglia, delicatamente posato sulla brandina. Un bel fiore è stato colto e infilato sul lato sinistro, rendendolo un capo unico per chi sicuramente lo indossa con orgoglio nelle giornate di sole. Potrebbe essere stato acquistato in vacanza, durante un soggiorno indimenticabile, o nel negozio all’angolo dove il suo proprietario va quotidianamente. Potrebbe essere stato regalato da una persona cara per festeggiare un compleanno, o solo per il piacere di offrire. Questo semplice cappello di paglia, abbandonato per un po’ dal suo proprietario per andare a nuotare, mi ricorda un momento di gioia, di sole, e di condivisione.

All’Altamarea, la condivisione si vede ovunque, si infila nel vento e accarezza i vacanzieri che si sdraiano e prendono il sole. Si scorge anche in quel libro di parole crociate che spunta furtivamente da una borsa. Noto diversi tipi di scrittura e immagino un gruppo di amici che finalmente riesce a trovare una penna, e il gioco può iniziare. Chi troverà più parole? No, in realtà non è questo l’obiettivo. Il vero obiettivo è discutere, ridere, sedersi in cerchio dire più parole sbagliate possibile. In questo libro, immagino che nessuna pagina sia completamente finita, perché ogni parola inizia una conversazione, perché ogni parola inizia una risata, e forse anche perché la griglia ha perso ogni senso con le invenzioni di tutti. L’angolo del libro è rovinato, sembra anche bagnato. Chiaramente, è pieno di ricordi, che il gruppo di amici potrebbe anche non ricordare più, ma tutti questi piccoli momenti hanno sicuramente rafforzato ancora un po’ di più la loro amicizia.

Dopo, forse il gruppo è andato a fare il bagno. E allora hanno incrociato quella famiglia che usciva dall’acqua con racchettoni, palline, ciambelle…Hanno giocato in acqua per oltre un’ora tutti insieme, godendosi la loro unica vacanza dell’anno. La famiglia ha lasciato impronte sulla sabbia, impronte grandi e piccole che si fondono insieme per creare forme che non sembrano più piedi, ma simboleggiano l’unità della loro famiglia. Poi il mare, con le sue onde dolci, è venuto a cancellare quelle impronte, lasciando a questa famiglia un ricordo bellissimo.
Un’impronta, un cappello di paglia, un libro di parole crociate… Non sono inutili o privi di significato, sono tracce del nostro passaggio, che raccontano delle nostre vacanze al mare.
Coreografia all’alba
Sono le sette meno qualcosa, e tutta la squadra dell’Altamarea è già all’opera. Il cielo stamattina è un po’ nuvoloso, ma i colori dell’alba ci regalano già uno spettacolo abbagliante di luci e sfumature. Una leggera brezza accarezza la spiaggia ancora deserta. I villeggianti dormono ancora, probabilmente stanchi della notte di balli del giorno prima. Ma le bagnine e i bagnini sono già al lavoro. Un caffè veloce al bar per darsi la carica, e davanti ai miei occhi stupiti inizia una coreografia perfettamente orchestrata. Ognuno sa cosa fare. Ognuno raggiunge la propria fila, e i clic degli ombrelloni che si aprono risuonano come una dolce musica del risveglio. Uno dopo l’altro: clic, clic, clic. Poco a poco, l’Altamarea si ricopre di un grande velo blu.

Si percepisce che questa scena si ripete ogni giorno, per tutta l’estate…da qualche anno per i più giovani, da decenni per i soci dell’Altamarea. Le mani si muovono veloci, esperte : i bagnini stano preparando la spiaggia, e io, che guardo questo spettacolo, li vedo come il team tecnico che prepara la scena prima dell’arrivo degli attori, dei protagonisti che aspettiamo con impazienza. Ecco, arrivano i primi: una bella coppia che legge il giornale seduta fianco a fianco su un lettino. Un’altra coppia preferisce camminare sulla battigia. E poi, un ospite tanto atteso fa il suo grande ingresso all’ufficio arancione per la sua visita quotidiana: Axel. Una rock star? Quasi. Un bel cane che viene la mattina a prendere la sua collazione.

Intanto, sulla sabbia, non ci si ferma: le magliette Altamarea Staff sorvolano la spiaggia: si lava, si sbarazzano dei granelli di sabbia, si puliscono i pochi rifiuti, si spazza il passaggio, si ricuciscono gli ombrelloni che non hanno tanto apprezzato il vento degli ultimi giorni, i lettini vengono sistemati… All’Altamarea, l’apertura è fatta di grandi lavori, e anche di tanti piccoli dettagli che magari sfuggono agli occhi distratti, ma che fanno tutta la differenza e mostrano la cura delle bagnine dei bagnini per la spiaggia.

Già, il cielo si schiarisce e la luce comincia a dorare la sabbia appena rastrellata.
Di buon mattino, sulla spiaggia ancora addormentata, regna un’atmosfera unica: le risate gioiose risuonano già in una squadra motivata e unita, sorridente e accogliente. L’Altamarea si mostra nella sua versione più intima. Verso le otto, la spiaggia è pronta. Alla reception, i villeggianti si presentano: francesi, tedeschi, italiani, famiglie, giovani, coppie, c’è chi arriva e chi si gode l’ultima giornata… Qui all’Altamarea, l’accoglienza comincia prima dell’arrivo degli ospiti, inizia presto, con attenzioni, con cura et con la voglia di condividere una bella estate insieme.
E cosí, questa mattina, come ogni mattina, l’Altamarea si sveglia tra le mani di chi la ama.

Un’estate a colori
Una cosa è certa: l’Altamarea è piena di sorprese. La mattina, vicino alla reception gialla, l’appuntamento è fissato. Daniela, solare e adorata dai bambini, arriva con la testa piena di idee davanti a decine di bambini impazienti di mettersi all’opera. I laboratori creativi di Daniela non sono un semplice passatempo: è un vero e proprio viaggio nell’immaginazione, dove ogni bambino diventa protagonista, artista e ascoltatore. Questi momenti sono ormai diventati un appuntamento irrinunciabile per le famiglie che frequentano l’Altamarea.

La magia di Daniela inizia con una storia. Oggi è una favola sulle api. Ma le sue parole non sono solo parole: sono immagini, suoni, emozioni che volano nell’aria e si posano sui bambini, un po’ come un’ape… Non solo i bambini sono attenti come non lo sono mai stati, ma imparano anche tante cose, come ad esempio quando Daniela racconta “…circa cento fiori ad ognli volo.. Pensate che le api raccoglitrici escono in media dieci volte al giorno, quindi cento fiori a volta per dieci volte, quanto farà ?”
Tra le mani tiene una cassetta di legno, di cui ha dipinto il fondo per illustrare la storia del giorno. I bambini sono conquistati, e anche gli adulti che arrivano all’Altamarea si voltano a guardarla, con uno sguardo a metà tra l’ammirato e il divertito.
Le api di cui parla non sono solo insetti: diventano simboli di cooperazione, di gentilezza, di natura che lavora in armonia. E da lì nasce l’attività creativa del giorno. Dopo il racconto, si apre un’esplosione di colori, materiali, carta, colla, pennelli e sogni. I bambini iniziano a costruire con le loro mani ciò che hanno appena immaginato: un’ape sorridente con le ali leggere, fiori colorati. Ogni creazione è unica, come unico è lo sguardo concentrato di chi la realizza. Hanno soprattutto realizzato delle candele con la cera d’api !

Altri giorni, creano la loro targa per le camerette, mandala con fossili marini, dipinti e opere d’arte con conchiglie e legnetti raccolti sulla spiaggia… Questi laboratori non sono solo momenti di gioco. Sono spazi dove la creatività diventa didattica, dove il divertimento si intreccia con l’apprendimento, dove i bambini imparano ascoltando, facendo, condividendo. Ogni attività è pensata per stimolare l’intelligenza emotiva, la manualità, l’ascolto attivo.
É tutto avviene in un ambiente sereno, tra il verde delle piante, il profumo del mare e la presenza attenta di chi sa quanto è importante coltivare la fantasia.
É così all’Altamarea, ogni mattina è un piccolo viaggio dentro l’immaginazione di tutti.

Orgogliosi di essere Romagnoli
C’è un profumo diverso oggi sulla piazza dell’Altamarea. Un profumo che sa di casa, di pomodori freschi, d’olio d’oliva e di tradizione. Annalisa “Tu Chef” sui socials arriva le mani piene di prodotti freschi per condurre due cooking lab. Due laboratori per bambini e per adulti con lo stesso spirito: fare insieme, sporcarsi le mani, e raccontare il territorio partendo dal piatto. Con le mani esperte e la voce sorridente, Annalisa viene da Imola e spiega “cerco sempre di unire la passione per la cucina con i prodotti del mio territorio : che sia la mortadella, lo squaquerone, o la pasta fatta in casa : il passatello, i strozzapreti o ancora i garganelli, che viene proprio da Imola !”

“Io sono una che mette le mani in pasta, e voglio far mettere le mani in pasta anche alle persone” dice Annalisa. E allora il laboratorio inizia : i bambini iniziano schiacciando un tarallo, lo versano sul fondo di una coppetta, poi aggiungono delle verdure, un cucchiaio di squacquerone, spalmano del pesto su un pezzo di pizza, ci mettono sopra un pezzetto di mozzarella e un pomodorino. Le posate di plastica si muovono veloci, i bambini sono eccitati e alcuni non riescono a resistere alla tentazione di dare un morso a una buona mozzarella fresca. Alla fine, condividono persino la loro creazione culinaria con i genitori.

“Io ho visto in casa fare da mangiare ed è una cosa che mi ha appasionato, racconta la cuoca, quindi, parto sempre dal cibo fatto in casa” Tocca agli adulti adesso di dare la forma giusta agli strozzapreti, pasta fresca tipica della Romagna, semplice e genuina. Mentre gli allievi diligenti mescolano acqua, farina, un cucchiaio d’olio d’oliva, sale e pepe Annalisa racconta le tradizioni, le ricette della nonna, i segreti di chi cucina “a occhio” e soprattutto la storia dei famosi strozzapreti e del loro nome… Alcuni conoscono già questa pasta, si vede dai loro gesti esperti quando si tratta di arrotolare la pasta, altri.. sono più creativi diciamo !
Si parla allora di memoria, di come una volta si cucinava con poco ma con attenzione. Annalisa racconta i prodotti del territorio, l’importanza della stagionalità, la bellezza dei piccoli produttori locali. All’Altamarea, durante questo cooking lab, non si cucina solo per mangiare, si cucina anche per stare insieme, per imparare, per sentirsi parte del proprio territorio o per scoprirlo. Un piatto di strozzapreti, fatto a mano da bambini e adulti, ha più gusto se nasce così: con semplicità, con cura, con il desiderio di trasmettere. Perché ogni piatto racconta una bella storia, quella di un territorio, di una famiglia, di una tradizione.
Naturalmente tutti ripartono con i loro strozzapreti freschi in mano, pronti per essere apprezzati questa sera. E allora finisce il laboratorio, ma resta una cosa: il sapore. Quello vero, che non si dimentica, il sapore della Romagna, cucinato con le mani.

Coltivare l’estate
Sulla piazzetta animazione dell’Altamarea, i bambini giocano, i genitori discutono. Il team di animazione finisce di sistemare le sedie bianche tutto intorno alla piazza. Sul palco, uno schermo bianco è apparso. Sul palco, è apparso uno schermo bianco. È sera di cinema, e i posti si riempiono in fretta. Un messaggio al microfono annuncia l’inizio della proiezione: silenzio immediato sulla piazza. Lo schermo si illumina e piccoli grida di gioia risuonano nel pubblico. Il sole è già tramontato, fa ancora caldo ma una leggera brezza rinfresca l’aria. Lì, a due passi dal mare, risuonano le note musicali di Oceania 2. I bambini sono soddisfatti e anche i genitori hanno gli occhi fissi sullo schermo. Questa è la grande forza dell’Altamarea, la condivisione.

Oltre i numerosi servizi di spiaggia, l’Altamarea offre anche la possibilità di aprirsi alla cultura e scoprire attività culturali ed artistiche, e soprattutto che sono accessibili a tutte e tutti. Questa settimana, due autori sono venuti in spiaggia per presentare il loro libro in occasione del Mystfest. Due incontri pensati per ragazze e ragazzi con una parte intervista veloce per lasciare spazio a un laboratorio creativo dove i piccoli hanno potuto dare libero sfogo alla loro immaginazione con il disegno. Molti sono andati via orgogliosi con un libro in mano e altri con il loro disegno autografato. Sempre in tema di letteratura, il 18 e 19 luglio si terrà il Book Beach, con numerosi autori presenti, per tutti i gusti, per i grandi e piccoli, con l’ingresso è libero e gratuito.

Li guardo arrivare, le famiglie, i vacanzieri, i curiosi. Qui in Altamarea, ogni settimana porta con sé nuove scoperte e la cosa più bella è che tutti possono goderne. Gli eventi sono gratuiti, pensati per riunirsi senza distinzioni. Sotto i riflettori o all’ombra degli ombrelloni, la cultura è ovunque, discreta e gioiosa. Sorprende, risveglia, unisce. Ognuno può farne propria, secondo i propri desideri.
L’Altamarea è una spiaggia, ma è anche un palcoscenico, un salotto letterario, una cucina, un laboratorio a cielo aperto. Perché non è detto che in vacanza la mente si fermi. Al contrario, è il momento ideale per nutrire la curiosità, risvegliare le passioni, imparare senza rendersene conto e questo tra due tuffi in mare, una caccia al tesoro e ballare sulla coreografia di Baby Shark.
Amo vedere questa emozione condivisa sui volti di famiglie, amici e coppie, tutti uniti da una curiosità condivisa. Applaudono calorosamente insieme durante il Festival di Danza Bulgara, i loro sguardi colpiti dalle coreografie, dai costumi, dai cantanti…
È allora che l’Altamarea rivela la sua forza: essere un luogo di condivisione dove la cultura si trasmette semplicemente, generosamente, tutti insieme.

I piccoli cittadini dell’Altamarea
Non mancano mai di energia, percorrono la spiaggia da un capo all’altro. Piscina, poi giochi sulla sabbia, poi pallone con gli amici, un tuffo in mare per provare la ciqmbella, e poi di nuovo: pallone, piscina, giochi con amiche e amici, mini-club, torneo, caccia al tesoro, prove per il talent show… Sempre carichi. Le giornate sembrano quasi troppo corte per per mantenere tutti i loro appuntamenti. I bambini di Altamarea non vengono considerati come dei vacanzieri in miniatura: tutte le loro esigenze e i loro desideri vengono presi in considerazione per far vivere un’estate piena e indimenticabile.
All’Altamarea i bambini sono in territorio conquistato: hanno il loro programma, le loro attività, i loro animatori… Si potrebbe dire che hanno organizzato un piccolo villaggio nel villaggio, come un mondo parallelo popolato solo da bambini, con le sue regole, invisibili ma molto serie.

Li vediamo andare al bar Africo per comprare una bottiglia d’acqua fresca o un gelato (…. con il portafoglio dei genitori). Si danno appuntamento allo stesso posto domani per continuare il loro gioco… In questo luogo dove vivono liberamente, si emancipano e alcuni giocano a “fare come gli adulti”, ma a questo punto non è più un gioco, è già un po’ la vita.
Tra i nuovi arrivati, quelli che conoscono ogni angolo della spiaggiae, quelli che vengono da lontano e non parlano italiano nascono amicizie che, ad esempio, si trasformano in un duetto per il talent show. Guardandoli, si vedono i leader, i comici, i sognatori… Tutti sono accolti con lo stesso entusiasmo dal team di animazione. Ormai c’è un bel legame tra loro e si percepisce quanto si divertano a passare le giornate insieme.
Per molti di questi bambini l’estate è un momento cruciale, un periodo in cui crescono, maturano, forgiano la loro personalità e affinano gusti e desideri. È il momento di godersi la libertà dell’estate prima di tornare a scuola. È un periodo in cui ci si diverte, ci si innamora e si litiga, per poi ricominciare a giocare il giorno dopo.
È commovente vedere quanto la spiaggia sia anche il luogo che li vede crescere, diventando il personaggio principale delle loro avventure, quelle che un giorno saranno i loro ricordi.
E alla fine dell’estate, ripartiranno abbronzati, un po’ sbucciati, e forse anche un po’ cresciuti.
La spiaggia dai mille volti
É un bellissimo pomeriggio estivo, caldissimo e faccio una passegiata tra le file dell’Altamarea. Il sole è alto nel cielo e sento i suoi raggi sulla pelle. Il mare è pieno di gente! I bambini giocano a palla, una ragazzina osa fare un pisolino su un’enorme boa a forma di coccodrillo, un gruppo di tre donne chiacchiera mentre cammina nell’acqua e un uomo nuota un po’ più in là. Le borse da spiaggia sono appese agli ombrelloni e gli asciugamani sistemati sui lettini. Giocattoli per bambini, trattori e secchi di plastica sono sparsi sulla sabbia… Qua e là, qualche libro o rivista lasciato aperto.

Mentre continuo la mia passeggiata, sono attratta dalle risate forti e gioiose che si diffondono ovunque sulla spiaggia. Seguo quei suoni per dare un volto alle voci che condividono la loro felicità con tanta naturalezza. Non è una sorpresa quando mi ritrovo al campo da bocce. Adoro questa atmosfera da parco giochi! Ci sono i concorrenti, i burloni, gli arbitri, il custode dei punteggi… Poco più in là, nella piazzetta dell’animazione, il corso di fitness è in pieno svolgimento e dietro le quinte gli animatori sono impegnati: un giorno si prepara la sessione di ballo, un altro il torneo di carte, un altro ancora il baby talent show!
Passando dalla reception arancione, un nuovo oggetto posato sul bancone cattura la mia attenzione. Una targa argentata che brilla delicatamente nella sua custodia blu navy. È stata consegnata dalla Confcommercio della provincia di Rimini. Si legge: “Riconoscimento ad Altamarea Beach Village per il contributo allo sviluppo economico e sociale del territorio, eccellente testimonianza di professionalità, operosità e capacità imprenditoriale votata all’innovazione”. Un bel riconoscimento per l’Altamarea, frutto di un lungo e impegnativo lavoro e di una costante riflessione da parte di tutti i soci per offrire la migliore esperienza possibile ai vacanzieri, con uno sguardo profondamente rivolto al futuro e all’innovazione.

È proprio questo che rende unica l’Altamarea: è una spiaggia per tutte e tutti, accessibile e impegnata. Negli ultimi giorni, poco a poco, ha iniziato a prendere forma la Bau Beach: uno spazio VIP riservato ai vacanzieri con i loro cani, dotato di ogni comfort e attrezzatura per prendersene cura. E la novità del 2025 : Il Bau Garden, un giardino vicino all’Altamarea dove i cani possono essere liberi! Qui tutto è pensato per accoglierli come ospiti speciali.
I vacanzieri sono coccolati, ma Altamarea non dimentica il suo personale! La spiaggia ha ricevuto la certificazione di parità di genere. Anque questo è un segno concreto dei valori che porta avanti ogni giorno.
Forse è proprio questo che rende questa spiaggia così viva e piacevole. Dietro la sabbia calda e gli ombrelloni allineati, c’è un team che pensa a tutto e coltiva ogni giorno un autentico benessere collettivo.
All’Altamarea la vita si balla
Il pomeriggio è nel pieno all’Altamarea, i lettini sono occupati, gli opsiti si rilassano, leggono, scrollano sul telefono. I bambini giocano, corrono e a volte fanno impazzire i genitori. Al campo da bocce è un delirio: assisto a una partita frenetica. Il pubblico è esaltato, i giocatori concentrati, i commenti sui lanci degli uni e degli altri volano, accompagnati da risate gioiose. All’improvviso, il Toum Toum Toum Toum riconoscibile dell’Altamarea risuona dagli altoparlanti. “Popolo dell’Altamarea!” annuncia Alessandro con un grande sorriso. Dal suo piccolo gazebo, il capo animatore elenca gli appuntamenti del pomeriggio e lascia che la musica invada l’ambiente. L’Altamarea si sveglia così dalla sua dolce siesta meridionale.

Un gruppo di bambini si raduna nella piazzetta animazione: Francesco, l’animatore e ballerino del giorno, sale sul palco sulle note di Baby Shark e partono per una mezz’ora di spettacolo per la gioia dei genitori che filmano con orgoglio un promettente début di carriera da ballerino per tutti questi piccoli. Braccia in alto, poi in basso, si gira, si battono le mani e, naturalmente, si dà un’occhiata ai genitori per controllare che stiano ancora guardando! Alcuni genitori accompagnano i bambini e, per un attimo, si godono questo breve ritorno all’infanzia.
La gente arriva nella piazzetta, la musica non attira solo gli ospiti abituali ! I curiosi che passeggiavano lungo la passeggiata del Ponente si fermano per godersi lo spettacolo, e alcuni si lasciano andare a qualche passo di danza prima di riprendere la camminata. Il sole picchia ancora con i suoi raggi brillanti e comincia a tingere di arancione il tardo pomeriggio. I tanti spritz già mezzi vuoti sui tavoli del bar sono un buon segno che è infatti ora dell’aperitivo.

Ora è il momento del ballo di gruppo. Quasi meccanicamente, i ballerini prendono posto nella piazza. Da sconosciuti fino a pochi minuti fa, diventano tutti compagni di danza, un gruppo unico che si muove (quasi) all’unisono. Ormai, sono (quasi) una cosa sola. Si scambiano sguardi a volte timidi, divertiti o ammirati. Ognuno dà il meglio di sé, e a ragione: il pubblico è lì! Piede destro, piede sinistro, batti le mani senza dimenticare il piccolo movimento dei fianchi!
I movimenti si fanno più sicuri, più sciolti, occupano sempre più spazio. I sorrisi sono più numerosi e sembra che si stiano formando delle amicizie: alcuni iniziano a ballare insieme. La musica si mescola alle risate e agli applausi, e l’atmosfera è così accogliente che sembra quasi una festa di famiglia.
Presto, quasi troppo presto, le note musicali si fanno più dolce, e poi il silenzio torna a regnare.
Alla fine, ognuno prende la sua strada, per ritrovarsi meglio domani.

I suoni dell’Altamarea: una dolce sinfonia d’estate
Oggi vi porto con me in una compilation dei suoni caratteristici dell’Altamarea: una cronaca sonora da leggere come se fosse una playlist d’estate.
“Unooo. Dueeee. Tre!” gridano due bambini mentre stanno per tuffarsi in mare. Un enorme “SPLASHHHH” risuona e l’acqua bagna le persone intorno. Qualche secondo dopo, riprende il continuo “sciuu sciuu” delle onde calme.
“Ohlalaaaah mais oui oui bien sûr” due donne francesi sono sedute sulle loro brandine e chiacchierano mentre accanto a loro, “Zzzzzzz”, un uomo sta facendo un pisolino. “Fssh” un po’ più in là, una ragazza sfoglia le pagine del suo giallo.
“Novanta-sei, novanta-sette… Mmh mmh mmh…” Marta sistema due opsiti dell’Alatamarea e recita i numeri degli ombrelloni per trovare il loro. “Aaaaaaah”, dietro di lei, una bambina sfugge alla vigilanza del padre e corre in un veloce “tac tac tac tac” dei suoi piccoli piedi nudi sulla pedana in legno. “Thaliaaaa” suo padre urla prima di correrle dietro.

“Ciao… ciaoooo, ciao” ripete Mirco, un bambino di quasi due anni che corre dietro a una bambina tedesca più grande di lui. “Gnam gnam” la bambina lo ignora, preferendo gustare la sabbia. Parlando di sapori, “psssshit” al bar Africo, si aprono le lattine di soda, qualche birra le accompagna, e anche il “tin tin” dei cucchiaini che mescolano lo zucchero nel caffè. “Mmmmmh” qui, i gelati si gustano senza moderazione, e diventano occasione di conversazione, come per quel gruppo di ragazzi che discute sul gusto di gelato più buono.
I “vrrrrrrr” e “blub blub blub” o ancora “pshhhhhh” dei jacuzzi non si sentono nemmeno più, coperti dalle grida di gioia e dalle risate dei bambini italiani e tedeschi. “Ploc ploc ploc” fa l’acqua che cade a terra quando escono dall’acqua.
“Uuuufffa” sospira un uomo che si è appena sistemato su una brandina. Il vento si è leggermente alzato e si sente il suo “shhhh” farsi strada tra le foglie e i fiori che decorano ovunque la spiaggia.
“Ahahahahah” risate gioiose e potenti escono dalla reception dell’Altamarea : Diego et Manuela sono al comando e condividono il loro entusiasmo.
“Boum boum boum boum cuoricini, cuoricini, pensavi solo ai cuoricini, cuoricini…” il nuovo team di animatori fa già ballare o cantare ospiti e locali con la musica che esce dalle casse appena installate. Sono pronti perché domani, sabato 30 inizia il programma di animazione. Il weekend promette di essere bello e ricco di sensazioni !

Un momento sospeso
« Non c’è tanto da lavorare oggi, eh? » ride un anziano davanti a un bagnino di salvataggio seduto su una sedia, di fronte a un mare più calmo che mai. Il bagnino ride e scambia qualche parola sul tempo. L’anziano, aiutato dal suo bastone, prosegue la passeggiata lungo la battigia, avanza con il suo passo deciso nell’acqua, per nulla spaventato dalla temperatura. È l’unico a tentare un piccolo bagno, in questo pomeriggio di maggio, sotto un cielo grigio e nuvoloso. Tranne quest’altro coraggioso in muta che ha appena concluso una sessione di windsurf, ci sono solo delle boe che galleggiano sull’acqua. Questa settimana è stato grigio, ha piovuto, ha tirato il vento, ma il fascino dell’Altamarea ha funzionato comunque.
Ci sono alcune brandine disposte sulla sabbia, alcune, le poche fortunate, sono occupate da passanti che si rilassano per qualche minuto o qualche ora, approfittando di una schiarita. L’azzurro brillante del tessuto delle sdraio e degli ombrelloni dell’Altamarea mi ricorda il cielo che ci può offrire l’estate, e il colore del mare così bello e caldo da far venire la voglia di tuffartici senza pensarci due volte. Oggi, invece, sono chiusi gli ombrelloni. Il sole, timido, riesce a malapena a filtrare qualche raggio tra i nuvoloni minacciosi che si ergono sopra di noi. Qualche coppia, o persone sole, osa venire a fare una passeggiata nel bel mezzo del pomeriggio e si fermano al bar per un caffè meritato.
All’Altamarea regna la calma, una dolce tranquilità. Alla reception arancione Mirella e Daniela organizzano, discutono ogni dettaglio affinché tutto sia perfetto per l’estate. In fondo, il resto del team, Marta, Diego, Manuela, Michele, Mirco… è indaffarato. I loro attrezzi rompono il silenzio avvolgente della spiaggia e sono la prova del loro impegno e del loro lavoro quotidiano. C’è sempre qualcosa da fare, qui !
Si percepisce l’attesa, persino l’impazienza. Facendo un bel respiro profondo, riesco quasi già a sentire l’odore della crema solare, della frutta, del gelato che si scioglie al sole. Togliendomi le cuffie con la musica, sento gli animatori dell’Altamarea far ballare grandi e piccini al ritmo di musica allegra. Sento perfino i cani festeggiare con i loro padroni, felicissimi di aver ricevuto un’accoglienza VIP. Sento i tuffi nella grande piscina e i sospiri di sollievo e relax provenire dall’oasi di benessere.
Ciò che sento è la gioia che emana dall’Altamarea. Sta arrivando, molto presto.
Per ora si aspetta, pazientemente. In un mondo che corre troppo veloce, fa bene aspettare. Godersi questa calma prima della tempesta estiva. E osservare ogni angolo dell’Altamarea mentre si prepara ad accogliere i suoi tanto attesi ospiti.

Tutto ciò che il mare ci offre
Più passo tempo sulla spiaggia, più imparo a osservarla in ogni dettaglio, e più capisco che nulla di ciò che vedo è garantito per sempre. A volte è importante prendersi un momento per riflettere sul mare tranquillo che ci accompagna ogni giorno. In quei momenti, sento più forte la nostra responsabilità. Quella di proteggere questo paesaggio che sembra sempre uguale, ma è tanto vulnerabile. E anche proteggere la vita che quel paesaggio sostiene: le alghe che danzano sotto la superficie, i crostacei che scavano nella sabbia, gli uccelli che si posano sulle rocce al tramonto.
Proteggere il litorale è un impegno costante, fatto di mille decisioni silenziose. All’Altamarea l’hanno capito. La sostenibilità è “una filosofia di vita” dice Daniela, una dei soci della spiaggia. “È un messaggio che noi cerchiamo di trasmettere per i bambini ma anche agli adulti, che bisogna avere rispetto del mare, rispetto della spiaggia. Se non c’è il rispetto, c’è la distruzione.”
A l’Altamarea, il mare è sempre protagonista, e si sente in ogni azione. “Anche i rifiuti del mare stanno per diventare protagonisti dell’estate 2025 con un progetto che comunicheremo prestissimo! Attraverso una filiera di design e di studio, la plastica marina viene riutilizzata e trasformata per diventare qualche cosa di indispensabile per la vita di spiaggia” spiega Daniela, molto entusiasta. “Qualsiasi cosa che il mare ci offre può essere utilizzato, dal rifiuto di plastiche alle conchiglie che fanno parte dell’ecosistema del mare, al sasso, alla sabbia, i legnetti…” aggiunge Mirella, mostrando un suo quadro fatto di cartone recuperato, di pezzi di conchiglie e di piccoli frammenti di legno raccolti dal mare.
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E ovviamente, non possiamo parlare di sostenibilità senza affrontare il tema cruciale dell’acqua. “C’è sempre meno acqua potabile e quindi dobbiamo insegnare di non fare un uso smisurato dell’acqua. I nostri clienti lo sanno e ci devono aiutare. Il nostro messaggio è : limitate il consumo dell’acqua, perché l’acqua è un bene prezioso, dice Mirella. Inoltre, abbiamo il fotovoltaico, quindi col sole scaldiamo l’acqua e produciamo energia. Non consumiamo l’energia elettrica per scaldare l’acqua, solo col sole si scalda, quindi bisogna avere un uso consapevole di quest’acqua calda.”
Quest’amore e rispetto per il mare e per l’ambiente si impara da piccoli, con i laboratori creativi. “I nostri educatori sono molto partecipi di questa idea di sostenibilità e fanno i laboratori proprio con materiali naturali ” descrive Daniela. Perché sono loro, i più piccoli, a dover portare avanti questa cura.
Attraverso queste attività con i bambini, oggi si seminano le basi per un futuro più consapevole. Si costruisce giorno dopo giorno, osservando e ascoltando il mare, imparando a rispettare i suoi ritmi e i suoi bisogni.
E anche io mi rendo conto che, da quando vengo all’Altamarea, il mio sguardo è cambiato. Non vedo più solo una bella spiaggia, vedo un ecosistema prezioso, che dipende da ognuno di noi.
La spiaggia di ieri e di oggi
Una vecchia cartolina in bianco e nero dell’inizio del secolo scorso porta, con sobrietà, la scritta “Cattolica – Spiaggia” nell’angolo in basso a destra. La prendo tra le mani per osservarla più da vicino. A prima vista, sembrerebbe che nulla sia cambiato: si vede la spiaggia piena, viva, un vialetto di piccole cabine in legno e, sullo sfondo, l’inconfondibile profilo di Gabicce Monte.
Eppure, guardando meglio, tutto appare diverso, come se quell’attimo d’estate fissato in fotografia racchiudesse l’essenza di un’epoca ormai lontana. Si distinguono le tende, e non mancano forse le scogliere in mare? Guardate bene le cabine: nessuna piscina immensa, nessun gioco per bambini, nessun centro benessere con jacuzzi…
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“La vita da spiaggia di quegli anni era più semplice : sabbia, mare, tanto sole. I bagnini vivevano al mare, nella cabina del ‘bagnino’: ufficio, cucina e camera.” descrive Mirella, socia dell’Altamarea. Lei che ha sempre vissuto, fin da piccola, con i suoi genitori, sulla spiaggia. “Il mio ricordo più dolce è guardare il tramonto assieme alla mia famiglia, tutti a sedere al tavolo in spiaggia e mio padre che cuoceva il pesce arrosto sul fuocone. Gli stranieri si avvicinavano incuriositi e attirati dal buon profumo di pesce che faceva venire l’acquolina in bocca… Io ero felicissima perché mi sentivo fortunata ad essere in spiaggia 24 ore al giorno. Al mattino mi svegliavo ed già ero pronta a giocare con i bambini che ogni anno tornavano a passare le vacanze a Cattolica” racconta Mirella, per la quale Altamarea “ora è una parte di me…”
Allora, è chiaro, non è un’epoca che ho vissuto. Ho quasi 25 anni, sono nata e cresciuta nel nord della Francia. Eppure, ogni volta che i miei piedi toccano la sabbia carica di storia dell’Altamarea, non posso fare a meno di pensare a tutte le persone che, prima di me, hanno riso qui, hanno preso il sole, si sono rilassate, hanno vissuto le estati più belle della loro vita. C’è qualcosa di profondamente emozionante nel sapere che un luogo conserva le tracce della felicità di chi lo ha vissuto.
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Oggi la spiaggia è cambiata, ma il suo cuore batte ancora. I colori sono più vivaci, le strutture più moderne, i servizi moltiplicati. E l’Altamarea ha mantenuto questa doppia anima. Da una parte, il rispetto per la tradizione: l’atmosfera accogliente, “gentilezza e familiarità: non dimenticare le nostre origini e le peculiarità del sistema balneare romagnolo” dice Mirella, il servizio attento, la spiaggia curata. Dall’altra, uno sguardo al futuro, con servizi moderni e attività per tutti i gusti. “La vita di spiaggia ancora oggi è splendida e appetibile ma il cliente è più esigente, il sole e il mare non basta più ai giovani”, precisa.
Oggi più che mai, l’Altamarea è quel luogo speciale dove si intrecciano memoria e presente, dove ogni estate è un rifugio di leggerezza e ogni tramonto sospende il tempo. E sicuramente non serve avere vissuto il passato per percepirne la bellezza.
All’Altamarea Beach Village, l’aria profuma già d’estate
Sono gli ultimi giorni d’aprile e sotto un sole generoso, la spiaggia inizia a riprendere vita. I primi raggi del mattino illuminano le onde calme e accogliono i pochi lettini già disposti sulla sabbia dorata: un assaggio tanto atteso dell’estate che porta un sorriso a tutta la squadra dell’Altamarea Beach Village.

Il lavoro fervente dei bagnini racconta tutta la loro passione, e ogni gesto è come una prova del loro amore verso la spiaggia e i suoi ospiti. I pennelli si muovono al ritmo dei gesti curati dei bagnini e bagnine che ridonano una nuova vita alla vernice scolorita dal’inverno. Due vallatrici guidate con destrezza da due bagnine si incrociano lungo la spiaggia e ripuliscono il litorale. Tra una cassetta degli attrezzi e una spugna che passa veloce, l’Altamarea si risveglia piano piano, mostrando la sua anima più autentica.
L’Altamarea Beach Village è un luogo dove ogni dettaglio viene pensato per tutti e tutte. Ogni servizio è concepito per creare esperienze uniche, nel segno della qualità e dell’ospitalità. L’Altamarea è l’unica spiaggia di Cattolica a vantare il prestigioso marchio Bau Beach, un angolo di paradiso dove anche i nostri amici a quattro zampe sono coccolati. Un’area dedicata con ombrelloni e lettini accoglie gli ospiti con cagnolini in un ambiente sicuro e confortevole. I proprietari possono godersi la spiaggia sapendo che il loro compagno peloso viene trattato con la stessa cura e rispetto che merita. All’Altamarea, sono tutti d’accordo: l’estate non sarebbe perfetta senza il vostro fedele compagno.
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L’altamarea è un’oasi di benessere dedicata a chi desidera rigenerare corpo e mente. Immaginate di allenarvi in una palestra con vista sul mare che regala quella sensazione di libertà che solo l’estate può donare. E per chi cerca finalmente un momento di relax, i jacuzzi con vista sull’infinita della spiaggia permettono di abbandonarsi al momento. Qui, la semplice vacanza diventa un’esperienza che coinvolge tutti i sensi e rende ogni istante ancora più speciale. Ogni angolo della spiaggia è pensato per offrire il migliore: una giornata di relax, una vacanza in famiglia o un momento di puro divertimento… ogni desiderio trova il suo spazio
Ora che la stagione è alle porte, l’Altamarea si prepara ad accogliere vecchi e nuovi amici con l’entusiasmo di sempre.
È il momento perfetto per respirare a pieni polmoni l’energia del mare, per lasciarsi conquistare dai colori brillanti della spiaggia e dal calore umano che da sempre distingue l’Altamarea Beach Village.