Quando il vento porta via l’estate
Il vento porta tra gli ombrelloni chiusi il ricordo di qualche nota di musica che si riconosce subito.
È la sigla dell’Altamarea Beach Village. O forse solo il ricordo di questa canzone. Di questa melodia che per tutta l’estate ha illuminato le tue giornate.
Oggi la sigla non si sente dalle casse della piazzetta animazione, ma il vento la porta all’Altamarea lo stesso.
Già, la spiaggia si sta svuotando, ma piano. I bagnini smontano, sistemano, ripiegano.

Gli ombrelloni blu, quelli che sogni d’inverno, si chiudono uno a uno. La piazzetta animazione è tranquilla, il microfono di Elia non chiama più nessuno.
Guardando questa spiaggia che inizia a svuotarsi, non si riesce a chiamarla fine.
Perché una vacanza non finisce davvero quando si chiude l’ultimo ombrellone. Ci sono anche tutte le cose che restano. Le foto sul telefono, la calamita sul frigorifero, la canottiera fluo dell’Altamarea nell’armadio, la sigla che ogni tanto ti rendi conto di canticchiare, e le storie che racconti a casa, tutti i “ti ricordi quando…” che arrivano durante l’inverno.
Un giorno, ti ritrovi già a pensare alla prossima estate. A quel mare, a quella piazzetta, a quell’ombrellone blu che vuoi già ritrovare. E certe abitudini hanno già iniziato ad aspettare il loro ritorno.
Sole, mare, animazione…
La spiaggia si prepara a una pausa. Ma l’anima dell’Altamarea non si mette in pausa, resta con te per tutto l’inverno.

Questa è stata la stagione 2 del Diario di Odéphine. Una stagione in cui ho provato a raccontarvi non solo quello che succedeva, ma anche come si sentiva. I colori, i suoni, le persone, i momenti piccoli come quelli grandi.
Grazie per avermi letta tutti i venerdì,
Odéphine.
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