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All’Altamarea la vita si balla

All’Altamarea la vita si balla

Il pomeriggio è nel pieno all’Altamarea, i lettini sono occupati, gli ospiti si rilassano, leggono, scrollano sul telefono. I bambini giocano, corrono e a volte fanno impazzire i genitori. Al campo da bocce è un delirio: assisto a una partita frenetica. Il pubblico è esaltato, i giocatori concentrati, i commenti sui lanci degli uni e degli altri volano, accompagnati da risate gioiose. All’improvviso, il Toum Toum Toum Toum riconoscibile dell’Altamarea risuona dagli altoparlanti. “Popolo dell’Altamarea!” annuncia Alessandro con un grande sorriso. Dal suo piccolo gazebo, il capo animatore elenca gli appuntamenti del pomeriggio e lascia che la musica invada l’ambiente. L’Altamarea si sveglia così dalla sua dolce siesta meridionale.

Un gruppo di bambini si raduna nella piazzetta animazione: Francesco, l’animatore e ballerino del giorno, sale sul palco sulle note di Baby Shark e partono per una mezz’ora di spettacolo per la gioia dei genitori che filmano con orgoglio un promettente début di carriera da ballerino per tutti questi piccoli. Braccia in alto, poi in basso, si gira, si battono le mani e, naturalmente, si dà un’occhiata ai genitori per controllare che stiano ancora guardando! Alcuni genitori accompagnano i bambini e, per un attimo, si godono questo breve ritorno all’infanzia. 
La gente arriva nella piazzetta, la musica non attira solo gli ospiti abituali ! I curiosi che passeggiavano lungo la passeggiata del Ponente si fermano per godersi lo spettacolo, e alcuni si lasciano andare a qualche passo di danza prima di riprendere la camminata. Il sole picchia ancora con i suoi raggi brillanti e comincia a tingere di arancione il tardo pomeriggio. I tanti spritz già mezzi vuoti sui tavoli del bar sono un buon segno che è infatti ora dell’aperitivo.

Ora è il momento del ballo di gruppo. Quasi meccanicamente, i ballerini prendono posto nella piazza. Da sconosciuti fino a pochi minuti fa, diventano tutti compagni di danza, un gruppo unico che si muove (quasi) all’unisono. Ormai, sono (quasi) una cosa sola. Si scambiano sguardi a volte timidi, divertiti o ammirati. Ognuno dà il meglio di sé, e a ragione: il pubblico è lì! Piede destro, piede sinistro, batti le mani senza dimenticare il piccolo movimento dei fianchi!

I movimenti si fanno più sicuri, più sciolti, occupano sempre più spazio. I sorrisi sono più numerosi e sembra che si stiano formando delle amicizie: alcuni iniziano a ballare insieme. La musica si mescola alle risate e agli applausi, e l’atmosfera è così accogliente che sembra quasi una festa di famiglia. 

Presto, quasi troppo presto, le note musicali si fanno più dolce, e poi il silenzio torna a regnare.

Alla fine, ognuno prende la sua strada, per ritrovarsi meglio domani.

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